Il prossimo martedì a Genova, Teatro Gustavo Modena ore 20.45 – si terrà il talk show “100 ANNI DI TANGO”, conduce Maria Teresa Ruta, partecipano Meri Lao, Willy Pasini, medici, psicologi; a chiudere la serata, spettacolo di danza - Ingresso sotto invito gratuito, info e prenotazioni 329 112 9672.
Se siete interessati all’evento, distribuirò gli inviti Venerdì sera a “La Milonga Loca” presso il ristorante “Montallegro” in via Mura delle Chiappe 30r (capolinea funicolare -Righi). info 3478066525
Un commento al precedente post mi fatto pensare a tutte le belle canzoni che ha sfornato il Festival di Sanremo
Quindi, come in passato sono stati scritti post sui film più belli o più brutti della storia, ho pensato di fare altrettanto con la “canzonetta” italiana…
Ecco le mie 20 canzoni preferite di Sanremo (ommeglio le prime 20 che mi sovvengono alla memoria)
1) Una storia importante - Eros Ramazzotti 1985
2) Adesso tu - Eros Ramazzotti 1986
3) Terra Promessa - Eros Ramazzotti 1984
Ma Eros a parte:
1) Un’avventura - Lucio Battisti 1969
2) Un’emozione da poco - Anna Oxa 1978
3) Il cuore è uno zingaro - Nada 1971
4) Tutto quello che un uomo - Sergio Cammariere 2003
5) Via Margutta - Luca Barbarossa 1986
6) Canzoni alla radio - Stadio 1986
7) Ancora - De Crescenzo 1981
8 ) Vacanze Romane - Matia Bazar 1983
9) La prima stella della sera - Matia Bazar 1988
10) Almeno tu nell’universo - Mia Martini 1989
11) Gianna - Rino Gaetano 1978
12) Cosa resterà degli anni ottanta - Raf 1989
13) Sarà per te - Francesco Nuti 1988
14) Spalle al muro - Renato zero 1991
15) Perché - Fausto Leali 1992
16) Di notte specialmente - Rettore 1994
17) Sentimento - Avion Travel 2000
18) E dimmi che non vuoi morire - Patty Pravo 1997
19) Lo zaino - Stadio 1999
20) Salirò - Daniele Silvestri 2002
Bello scrivere un post così, si tende a canticchiare tutto il tempo
Potrei continuare ma… mi ero imposta 20 titoli
Signore e Signori domani comincia niente po’ po’ di meno che: il 57° “Festival della Canzone Italiana” e… ebbene sì, sono in “trepidazione”.
Mi “faccio” di San Remo da quando ero piccola, mia nonna mi ha incanalato su questa strada ed è diventata una dipendenza.
A mia difesa: tengo a dedicare il video che segue a tutti coloro i quali sostengano da San Remo passino soltanto schifezze…
Post dedicato a tutti coloro che già da un po’ di tempo hanno messo le ali calcando le tavole del palcoscenico.
Vi informo che la F.I.T.A. (Federazione Italiana Teatro Amatori) sta organizzando due interessantissimi corsi che si terranno presso il Teatro FRITZLANG in Via Acquarone 6 (Circonvallazione a Monte) GENOVA
SABATO 3 e DOMENICA 4 MARZO
Titolo : “LA CREATIVITA’ NELLA RECITAZIONE”
Docente : Mauro PIROVANO
Argomenti che verranno affrontati:
. TRAINING DELL’ATTORE
. CONNSAPEVOLEZZA DEL SE’
. CONFRONTO CON GLI ALTRI SUL PALCOSCENICO E CON IL PUBBLICO
. IMPROVVISAZIONE E CREATIVITA’ DELL’ATTORE
Per informazioni e prenotazione ai corsi: inviate una e-mail a Menini Federica – (Vice Presidente FITA Genova):
orionitalia@hotmail.it
o telefonate al numero 335/6477533 dalle ore 12,30 alle ore 14,30 e dalle 18,30 in poi.
Signore e signori ecco a voi: il Bandoneon! …questo sconosciuto.
Uno strumento che può essere considerato l’anima del tango, affascinante tanto quanto difficile da suonare.
Chiamato dapprima mandoleòn, mandoliòn, bandoleòn, bandoliòn, e per giungere al definitivo nome bandoneòn.
Creato in Germania, prima di incontrare il tango, veniva suonato durante le feste campestri e come un organetto portatile questo strumento era anche utilizzato nelle chiese per eseguire brani di musica sacra.
Si suona con ambo le mani in maniera simultanea ma il lavoro della mano destra è asolutamente distino da quello della sinistra.
E’ uno strumento a mantice dove all’interno si trovano, corrisponenti ad ogni tasto, delle linguette metalliche le quali producono il suono nel momento in cui il passaggio dell’aria ne provoca la vibrazione.
Il bandoneon può essere “cromatico” ciò sta a significare che il suono all’apertura e alla chiusura dà la stessa nota ma i musicisti argentini “doc” usano il bandoneon “diatonico” quindi il suono varia a seconda che si vada ad aprire o serrare il mantice.
Diverse sono le tipologie di legno utilizzate e le tonalità in cui si possono trovare sono diverse: nero, marrone, bianco.
Le decorazioni spesso sono ad intarsi di madreperla, possono essere molto ricche e su tutti i bandoneon viene posta una sorta di targhetta metallica dove si possono leggere la marca o altro.
Le mani vengono inserite all’interno delle cinghie agli estremi dello strumento (lasciando fuori il pollice) e le dita in questo modo possono azionare i 71 bottoni (tasti) che vanno ad agire sulle linguette interne, si trovano 38 bottoni al lato destro e 33 alla sinistra, nella parte destra si trovano i tasti del “canto” e a sinistra quelli dei toni gravi, di una ottava più bassa. L’entrata e l’uscita dell’aria viene regolata da una valvola posta sul lato destro. L’estensione del mantice è di un metro, è rinforzato da elementi metallici ed è diviso in tre settori di cinque “pieghe” ciascuno.
Il bandoneòn più prezioso, incomparabile, più volte copiato è il doble A: “AA”, (la sigla di Alfred Arnold) descritto come “L’unico strumento per una perfetta interpretazione del tango argentino” (Arnold oltretutto fabbricava il “Premier”, di eccellente qualità).
. I doble A sono pezzi unici, tutti numerati, non si possono riprodurre, la fabbrica di A. Arnold fu distrutta durante la guerra e andarono distrutte anche le matrici delle linguette..che sono l’anima dello strumento. Quindi un “AA”, data la sua rarità, non ha prezzo.
Ulteriore curiosità:
si calcola che questo strumento può avere una vita utile di 200 anni.
Lo strumento il cui suono si avvicina maggiormente a quello del bandoneon è l’armonica a bocca perché dotata al suo interno dello stesso tipo di lamelle.
La mia mamma, tornando dal primo incontro del laboratorio tenuto da una prestigiosa danzatrice solista del ‘Tanztheater’ di Pina Bausch, Dominique Duszynski, mi ha raccontato la lezione: euntusiasta mi ha descritto gli esercizi fatti ed ha aggiunto che le piaceva molto la musica utilizzata dalla Duszynski :”una musica rilassante…la musica…la musica…la musica Biologica!”
Sono giunta alla conclusione di avere la mamma più biologica che ci sia ..altro che “new age”!
Oggi è il compleanno di un genio di nome Mariano Mores
Tanguera
Mariano Martínez in arte Mariano Mores compie oggi 89 anni.
Musicista, compositore e direttore, a papà di alcuni tra i più bei tanghi tra cui:
“Tanguera”, “Uno”, “Gricel”, “Cafetin de Buenos Aires”, “Taquito militar”, “Adios pampa mia”…
Considerato in Buenos Aires un idolo popolare che rappresenta una parte essenziale della storia del tango.
Ho avuto il piacere di poter gustare un suo spettacolo a Buenos Aires , mi ha entusiasmato, stupito e commosso.
Auguri Maestro
Esiste una vasta tradizione di cibi carnevaleschi diffusa in tutta Italia, quella forse più nota consiste nella preparazione di alcune dolci specialità che, caso non unico, prendono nomi diversi (pur essendo sempre le stesse) a seconda dei luoghi di consumo. Le frappe (a Roma), sono bugie (a Torino), gale (a Venezia), crostoli (a Udine),
cenci (in toscana), chiacchiere (qua e là)…e ancora: rosacatarre, zonzelle, pampuglie, grostoli, sfrappole, galani, lattughe, lasagne…ne salto qualcuna? Tutti nomi per indicare gli stessi dolci che una volta venivano fritti nel grasso di maiale (ma a quei tempi non si stava ore seduti davanti al compuer e…non c’era il riscalamento).
Dosi per 6 persone
Ingredienti
* Farina - 300 g
* Zucchero - 50 g
* Burro - 50 g
* Olio extravergine di oliva - un cucchiaio
* Uova - 2
* Vin Santo - 2 cucchiai
* Scorza grattata di un limone
* Olio per friggere
* Zucchero a velo
* Sale
preparazione: 40 minuti
più il tempo di riposo della pasta
cottura: 20 minuti
Versare la farina a fontana sulla spianatoia e nel centro mettere lo zucchero, le uova, la scorza di un limone grattata, il burro fuso, l’olio, il Vin Santo e un pizzico di sale. Cominciare ad amalgamare tutti gli ingredienti e impastare per una decina di minuti; ridurre l’impasto a palla e lasciarla riposare per circa mezz’ora. Con il mattarello stendere la pasta sulla spianatoia infarinata fino a ridurla ad uno spessore di circa 2 mm. Tagliare la sfoglia a strisce larghe due dita e poi ancora in diagonale ogni 4 dita in modo da avere delle specie di rombi. Friggerle in abbondante olio bollente, finché saranno ben dorate, poi metterle su un foglio di carta da cucina assorbente per eliminare l’eccesso di grasso.
Servirle spolverizzate di zucchero a velo e accompagnate con del Vin Santo stelle filanti, coriandoli, trombette, mascherine e tanti amici.