Lunedì, 30 Aprile 2007

Alzati e…

Archiviato in: Riflessioni — Da @ 1:08

Diventa quello che sei.

Domenica, 29 Aprile 2007

Rompicapo

Archiviato in: Quesiti — Da @ 1:56

“Devi migliorare!”
Voglio migliorare e cerco di farlo, mi faccio in quattro. Dunque ti chiedo: “Come posso migliorare? Su cosa devo lavorare?”.
… e come risposta arriva un: “Devi migliorare moltissimo, ma non so come, non so in cosa”…


Ekkekkaspita…Quando ho visto questa maglietta… ho capito! Probabilmente devo migliorare il look…sembra fatta su misura per me.

Sabato, 28 Aprile 2007

SPETTACOLO!

Archiviato in: Tango, spettacolo, Milonga — Da @ 3:24

Attenzione, questo video è ipnotico.

 

…E applaudo davanti al computer.
BRAVAAAAA!!!
:D

Venerdì, 27 Aprile 2007

Aspettando la Milonga del Viernes

Archiviato in: Tango, musica, Milonga — Da @ 13:17

Giovedì, 26 Aprile 2007

Se dice de mi…

Archiviato in: Tango, musica, Milonga — Da @ 2:02

 

Tita

La Tita de Buenos Aires
“Sono io il mio migliore personaggio. Una attrice drammatica piange se stessa quando interpreta un personaggio teatrale”. Così diceva Tita Merello in un’intervista, e non le si
può dare torto. Non ha davvero avuto mai bisogno di crearsi un personaggio. Nei suoi oltre settanta anni di carriera artistica le è bastato semplicemente esprimere se stessa e la sua vita per stregare il pubblico con la sua personalità. Piccolina, mora, con belle gambe, labbra grandi e sensuali, uno sguardo insinuante e provocatorio, di chi tutto sa
e tutto offre. Così era lei e così era il suo personaggio. Non ebbe maestri. Ebbe sin da bambina abbandono, tristezza e vita di strada, dalle quali estrasse la prepotenza e l’impeto trascinante che caratterizzò tutta la sua vita, fedelmente riflesso dalle donne interpretate in teatro e al cinema. “Ho conosciuto la fame. Io so cos’è la paura e la vergogna”. Con questa frase comincia il racconto dei duri momenti vissuti durante i suoi
primi anni. “La mia infanzia fu breve. L’infanzia del povero è molto più breve di quella del ricco. È triste, povera e brutta”. Anni avanti, dichiarò senza pudore: “Ho battuto la
strada”
. E confessa che una volta, già conosciuta nell’ambiente artistico, un famoso giornalista, al salutarla e prenderle la mano, dopo averla osservata provocatoriamente
con palesi intenzioni, le disse “Lei in un’altra vita deve essere stata cortigiana”, e lei rispose “E adesso cosa sono?” Tita non nacque per cantare. Da giovane, mentre cercava
di ampliare il suo repertorio con canzoni più difficili, spesso stonava, non riusciva a sostenere le note. Però aveva quel tocco insieme angelico e passionale che la faceva
accettare dal suo pubblico, tanto che, dei vari temi realizzati, alcune creazioni furono
di tale grandezza e così indimenticabili che qualsiasi altra cantante che si azzardò a in-
terpretarle era puntualment sconfitta in un confronto perso in partenza. Il tango Arra-
balera, El choclo, Se dice de mi, Pipistrela, La milonga y yo - che fu creata proprio per
lei da Leopoldo Diaz Velez -, sono pezzi emblematici del suo repertorio. Comincia la sua carriera da giovanissima, come corista al “Ba ta clan”, un teatro vicino al porto frequentato da marinai e gente dei bassifondi. Un giornalista dell’epoca lo descrive come
un teatrino di poche pretese, caratteristico per gli spettacoli con sfumature quasi pornografiche, tanto che il termine “bataclana”, con il quale venivano chiamate le ragazze
che ci lavoravano, entrò nel vocabolario corrente come sinonimo di prostituta. Qualche tempo più tardi Tita esce dal coro e diventa la vedette del “Ba ta clan”- la battezzarono
“La vedette rea” – ed in questi panni interpreta per la prima volta “Leguisamo solo”, creato dal direttore musicale della compagnia, Modesto Papavero, da cui le deriva un notevole successo. Un famoso critico teatrale che la conobbe in quegli anni disse di lei: “Una delle attrici con più temperamento, più focose e di carattere della scena nazionale.
Ogni tango interpretato da lei è una piccola opera teatrale.”
Nel frattempo al teatro si
affianca il cinema, a cui Tita arriva mentre il cinema stesso sta nascendo. Appare infatti
nella prima pellicola sonora argentina, “Tango”, del 1933.
Altre sue successive apparizioni la vedono ricoprire spesso personaggi secondari, e spesso interpreta ruoli da commedia, finché nel 1937 partecipa a “La fuga” e si rivela come attrice drammatica, sconcertando i produttori e registi, per la sua naturalezza, espressività e disinvoltura. Continua a recitare per anni, arrivando a girare oltre quaranta opere, tra le quali si può ricordare la “Filomena Maturano” di Eduardo de Filippo. A seguito del successo cinematografico, la Merello è sempre più richiesta sia in teatro che in televisione, oltre che alla radio, mezzo, quest’ultimo, con il quale continua a lavorare fino alla vecchiaia. Muore sfiorando i cento anni, consacrata dal pubblico come la “Tita de Buenos Aires”, simbolo della donna nel tango e dell’Argentina.

Marisa D’Agostino

“SE DICE DE MI”

Se dice de mí,
se dice de mí.
Se dice que soy fiera,
que camino a lo malevo,
que soy chueca y que me muevo
con un aire compadrón,
que parezco Leguisamo,
mi nariz es puntiaguda,
la figura no me ayuda
y mi boca es un buzón.

 

Si chlarlo con Luis, con Pedro o con Juan,
hablando de mí os hombres están.
Critican si ya, la linea perdí,
se fijan si voy, si vengo o si fi.

 

Se dicen muchas cosas,
mas si el bulto no interesa,
porque pierden la cabeza
ocupándose de mí.
Yo se que muchos me desprecian compañía
y suspiran y se mueren cuando piensan en mi amor.
Y más de uno se derrite si suspiro
y se quedan si los miro resoplando como un ford.

 

Si fea soy,
pongámosle,
que de eso aun no me enteré,
en el amor, yo solo sé
que a más de un gil, dejé a pie.

 

Podrá decir, podrán hablar,
y murmurar, y rebuznar,
mas la fealdad que dios me dio,
mucha mujer me la envidió
y no diran que me engrupí
porque modesta siempre fui.
Yo soy así

 

Y ocultan de mí,
ocultan que yo tengo,
unos ojos soñadores,
ademas otros primores
que producen sensación.
Si soy fiera se que, en cambio,
tengo un cutis de muñeca,
los que dicen que soy chueca,
no me han visto en camisón.
Los hombres de mí critican la voz,
el modo de andar, la pinta, la tos.

 

Critican si ya la linea perdí,
se fijan si voy, si vengo, o si fui.
Se dicen muchas cosas,
mas si el bulto no interesa,
porque pierden la cabeza
ocupandose de mí.

 

Yo se que hay muchos me desprecian compañía,
y suspiran y se mueren cuando piensan en mi amor.
Y más de uno se derrite si suspiro
y se quedan si los miro resoplando como un ford.
Si fea soy, pongamosle,
que de eso aun no me enteré
en el amor, yo sólo se,
que a más de un gil, deje de a pie.

 

Podrán decir, podrán hablar,
y murmurar, y rebuznar,
mas la fealdad que dios me dio,
mucha mujer me la envidió.
Y no dirán que me engrupí
porque modesta siempre fui.
Yo soy así.

“SI DICE DI ME”

Si dice di me
Si dice di me
Si dice che sono fiera
Che cammino come un guappo
Che sono zoppa e che mi muovo
Con un’aria da volpone
Che assomiglio a Leguisamo
il mio naso è appuntito
la figura non mi aiuta
E la bocca è larga come quella di una rana.
Se parlo con Luis, con Pedro o con Juan,
gli uomini chiaccherano di me.
mi criticano se ho perso la linea,
controllano se vado, se vengo o se torno.
Si dicono molte cose,
ma se il pacchetto non interessa
perché perdono la testa
occupandosi di me.
So che molti che
disprezzano la mia compagnia
sospirano e muoiono
pensando al mio amore
E più di uno si scioglie se sospiro
E se li guardo
rimangono ad ansimare come una ford.
Se fossi brutta
Poniamo
di questo ancora non mi sono accorta
In amore io so soltanto
Che più di un tonto ho lasciato a piedi.
Potranno dire, potranno parlare,
e mormorare, e spettegolare,
ma tanto la bruttezza che dio mi ha dato
molte donne me l’hanno invidiata
e non diranno che mi sono “montata”
perché modesta sono sempre stata.
Io sono così.
E nascondono di me
Nascondono che ho
Degli occhi sognatori
E anche altre primizie
Che producono sensazioni.
Se sono brutta so che in cambio
Ho una pelle di bambola
Quelli che dicono che sono zoppa
Non mi hanno vista in lingerie.
Gli uomini di me criticano la voce
Il modo di camminare, i vestiti, la tosse.
Criticano se ho perso la linea,
controllano se vado, se vengo o se torno.
Si dicono molte cose,
ma se il pacchetto non interessa
perché perdono la testa
occupandosi di me.
So che molti che disprezzano la mia compagnia
sospirano e muoiono pensando al mio amore
E più di uno si scioglie se sospiro
E se li guardo rimangono ad ansimare come una ford.
Se fossi brutta, poniamo,
di questo ancora non mi sono accorta
In amore io so soltanto
Che più di un tonto ho lasciato a piedi.
Potranno dice, potranno parlare,
e mormorare, e spettegolare,
ma tanto la bruttezza che dio mi ha dato
molte donne me l’hanno invidiata
e non diranno che mi sono “montata”
perché modesta sono sempre stata.
Io sono così.

Mercoledì, 25 Aprile 2007

Oggi La Liberazione

Archiviato in: Riflessioni — Da @ 13:58

A quando la liberazione da tutte le guerre nel mondo?

Martedì, 24 Aprile 2007

La più bella “telenovela”

Archiviato in: Storie, cartoons, Ricordi — Da @ 0:55

 

Saltellando qua e la tra i video di you tube ecco la più bella “shoap opera” di tutti i tempi:

Certo i cartoni che hanno accompagnato i miei pane e nutella vedono una buona schiera di gente “fortunata”:
Lady Oscar: crisi d’identità sessuale.
Heidi : orfana, abbandonata nelle grinfie di un’educatrice stronza.
Giorgie : Orfana di madre in cerca del padre deportato.
Candy Candy: Orfana.
Annette: vede morire la madre alla nascita del fratellino il quale poi perderà l’uso delle gambe a seguito di un incidente.
Hello Spank : Il papà della padroncina detta Yaya, come dice la canzoncina della sigla, “..l’ha preso il mare”
Remì: anche qui…la sigla la dice lunga: ..”senza cena però che allegria, tu non hai un tetto su te, basta però un ponte per voi…”
Lovely Sara: Straricca si trova ad essere strapovera alla morte del padre e finisce a far la Cenerentola in un collegio di stronze.
Potrei continuare…

Lunedì, 23 Aprile 2007

Cominciamo in allegria

Archiviato in: cartoons, Risate — Da @ 0:14

Buon Lunedì a tutti e non lascite che qualcuno si approfitti del vostro lavoro…

 

Sabato, 21 Aprile 2007

Ebbene sì.

Archiviato in: Divagazioni, Malinconia, Ricordi, Ieri e oggi — Da @ 2:35

Ebbene sì, può capitare che un giorno stravaccata in sala osservi la libreria che ti trovi davanti come la vedevi un tempo. E dinuovo ti viene un voglia…ma una voglia… così decidi: ok lo rifaccio!
Come allora sali sopra la base della suddetta libreria con la schiena ben attaccata alle ante di vetro e…come circa 24 anni fa tutto si trasforma :) sono dinuovo una di loro! In mano ho una pistola da borsetta, cerco di non guardare in basso per non vedere quanti metri mi separano dal cemento. Sul “parapetto” cerco di perseguire l’obiettivo della mia missione…
Finché scoppio in una risata immaginandomi che effetto possa fare una Charlie’s Angels trentenne in bilico sopra la propria libreria.

Indovinate quale ero delle 3 ;)

Venerdì, 20 Aprile 2007

Aspettando la milonga del Viernes

Archiviato in: Tango, musica, Milonga — Da @ 6:28

Ecco come far diventare il Tango un ballo “simmetrico”.