Mettete insieme una batteria Spumeggiante , un contrabbasso Vellutato, un piano Forte e una Voce very Jaaazz…
…il risultato?
Eccolo:

Mettete insieme una batteria Spumeggiante , un contrabbasso Vellutato, un piano Forte e una Voce very Jaaazz…
…il risultato?
Eccolo:

Nicoletta Tanghèri
IL RUMORE DEI MIEI PASSI
pp. 80, € 10
Infinito, 2006
Nicoletta è una ragazza come tante: lavora, vive con i suoi e ha tanti sogni. Le avversità sono quelle di qualsiasi vissuto quotidiano: crescere, accettare le piccole e grandi delusioni, affrontare i rapporti e i contrasti con le persone e i familiari. Ma queste possono apparire insormontabili quando un male come l’anoressia divora la propria esistenza.
Il rumore dei miei passi è un libro di poche pagine, veloce da leggere, dove l’autrice senza pudori né false inibizioni racconta in questa autobiografia la sua esperienza, la sua lotta contro la malattia. Una diario intenso che ripercorre il tunnel dell’anoressia fino alla luce, fin quando una volta fuori si inizia a sopravvivere. Durante la lettura sembra quasi di vedere quel tracciato. Lucide le ricostruzioni della protagonista sul suo malessere, cosciente di come sia guardata dagli occhi esterni ma anche di come non si abbia la forza di cambiare. Finché scopre che l’amore e i sogni salvano e curano. L’amore per la famiglia, per il proprio uomo e per se stessa. Il sogno di fare l’attrice, il quale crea non pochi disagi iniziali come lasciare tutto, trasferirsi in una nuova città e fare la commessa “con i sogni di gloria ripiegati nel cassetto accanto al reggiseno da vendere”.
Appassionato è ancora il rapporto con la madre, un rapporto fatto talvolta di rancori e ritrosie, ma più spesso di complicità e amore, come emerge sia dalle pagine del diario che dalla lettera della madre posta a prefazione del libro. Un racconto vissuto e sofferto, nella quale purtroppo tante giovani potrebbero riconoscersi.

Ecco cosa può accadere ad una ballerina di tango forse troppo stufa di stare seduta a bordo pista ad aspettare un cabezeo che non arriva mai.
Complimenti!
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Una nuova amica è venuta a trovarci Venerdì scorso a La Milonga Loca
oggi, ringraziandola
, riporto qui di seguito il suo report:
Finalmente ce l’ho fatta!!!![]()
La sera di venerdì17 agosto 2007, ho fatto il mio ingresso in una milonga nella mia terra natia alla quale mi lega da sempre un sentimento di odio amore.
Dovevo essere accompagnata dal Grande Capo” Maricadiciamo in vacanza a Savona per qualche, ma…. alla fine è stata assente giustificata.![]()
Intanto cercare di capire quale milonga fosse aperta in questo mese di agosto qui a Genova, non è stato facile,
Dal sito “Fai tango” emergevano solo eventi organizzati nelle due riviere…tutti francamente molto lontano da casa,in città il nulla assoluto.
Ho smanettato sul sito di una milonga che mi era stata suggerita, ma aihmè… chiusa tutto il mese di agosto; tra le varie info che suggerisce il sito dormire, mangiare ecco il tanto agognato quadratino “ballare a genova”, ma capire cosa fosse chiuso o aperto è stata dura.
Anche qui sembra che viga il detto “ad agosto tango mio non ti conosco”.
Quel che pare essere aperto dalla lettura della pagina web….in realtà è chiuso; anzi ci sono addirittura segnalati locali dello scorso anno, che quest’anno non hanno mai ospitato una serata di tango!! (non sgridiamo troppo Luca quando non ce la fa ad aggionare il sito)
Vabbè non la sto a far troppo lunga dopo vari sms, telefonate o mail (quest’ultima ancora senza risposta) l’unico locale aperto trovato diciamo quasi per caso, risulta essere LA MILONGA LOCA dell’associazione “Gli emigranti del tango”
www.gliemigrantideltango.it/
La telefonata di conferma è d’obbligo…e quasi quasi un assaggio di pesce sulla terrazza panoramica sul golfo del ristorante che ospita la milonga, mi pare proprio il minimo, dopo così ardua ricerca e quindi mi pronoto anche un tavolo.
Coccolata e viziata dai tre camerieri incuriositi che ho avuto a disposizione durante la cena, ho atteso le ventidue al fresco venticello e ascoltando tango, dato che al piano inferiore si stava svolgendo l’ultima lezione della stagione estiva.
Teminata la cena sono scesa al piano inferiore dove alcune coppie di diverso livello stavano seguendo gli ultimi suggerimenti dei due insegnanti e intanto qualcuno comincia ad arrivare per la serata.
L’orologio sul muro segna le 22.20 e un po’ di emozione comincia a salire; non sono praticamente mai stata a ballare da sola e poi così lontana da Roma. Ho sempre avuto qualcuno al mio fianco; le amiche storiche di Ostia: Bia e Claudia, poi Ray, oppure i compagni di corso, qualche volta incontro Silvia, Claudio con Teresa o le facce amiche del forum Aghatuzza, Chiffo, Diane, Mau, Gil.
Attimo di panico!!! Oddio e se nessuno mi invita a ballare ?????? Vabbè me ne farò una ragione, mi divertirò anche solo a guardare!
Finalmente le porte si aprono la sala cambia illuminazione, che diviene appena appena più bassa ma consente una “buona mirada”; il maestro, Francesco, come succede spesso si trasforma in musicalizzatore e lentamente la sala prende vita.
Intanto con Daniela l’insegnante ci presentiamo; le dico che vengo da Roma e con un -Benvenuta fra noi- mi comunica che l’ingresso è di sette euro compresa la consumazione al bar del ristoranate.
Anche da qui, come sopra, si gode della vista incantevole da grandi vetrate sulla città illuminata e sul mare con traghetti in arrivo e in partenza; la sala non è grandissima è dotata di ventilatori a soffitto e condizionamento, in alto su una parete spicca un megaschermo con scene di ballo tratte da “Tanguera”.
Prendo posto in una delle tante seggiole che sono disposte lungo le quattro pareti inieme a pochi tavolini e comincio il fatidico cambio di scarpe; osservo il pavimento è di dua tonalità differenti non sono esperta di materiali, ma Roma li ho sentiti chiamare “marmittoni” e sono tirati perfettamente a lucido…intanto arriva altra gente, coppie, qualche uomo solo, gruppi di amiche..si salutano e prendono posto.
Inizia la musica e senza troppo aspettare, arriva il primo invito.
Un ragazzo, giovanissimo ed emozionatissimo, ma anche lui come me “foresto”…forse ci siamo “fiutati”, viene infatti da Como, in vacanza in riviera per qualche giorno.
Finita la prima tanda mi osservo intorno…le donne sono al solito in mumero maggiore, ma non lo sono come a Roma…chiecchierando con un tanguero seduto al mio fianco, lui stesso mi rivela di essere stato impressionto dal numero esagerato dalle tanguere presernti nelle sale romane.![]()
Intanto fioccano gli inviti e tutti sono posti in maniera garbata e gentile e il cabaceo con alcuni è stato chiaro ed inequivocabile.
“Posso avere il piacere di un ballo, l’onore…” sono state le frasi ricorrenti per l’invito e tutti i balerini mi hanno riaccompagnato al mio posticino, terminate la tande.
Osservo un profondo rispetto nella ronda: nessuno sorpassa, nessuno si blocca in mezzo alla sala per fare scuola al partner come troppo spesso succede nelle nostre sale, nessuno fa acrobazie, le persone sedute ai tavoli parlano sommessamente non schiamazzano; si respira insomma un profondo rispetto.
Il livello dei ballerini è decisamente buono e se dovessi esprimermi con un giudizio sarebbe un medio-alto;![]()
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Anche le ballerine non mi sembrano affatto male; alcune spiccano ai miei occhi per eleganza e leggerezza.![]()
Ballo una piacevolissima e divertentissima tanda Di Sarli con l’insegnante-musicalizzatore che intanto continua a proporre musiche eccellenti (almeno per le mie orecchie), presentando ogni volta l’autore della tanda e senza risparmiarsi a turno, invita le donne presenti.![]()
Non c’ è stato un tango, un valz o una milonga che non conoscessi; al tango elettronico sono state dedicati due pezzi se non ricordo male ed una altro paio in coda alla serata e udite udite….gioia per le mie orecchie, UNA SOLA SALSA IN TUTTA LA SERATA!!!!
Verso l’una e mezza Francesco e Daniela ci comunicano che il gestore del ristorante per festeggiare la conclusione della stagione estiva sta per entrare in sala con coppette di gelato e un bicchiere di spumante per tutti
… partono le ultime due tande con relativo invito.
Le due; la serata si conclude le ultme note ci accompagnano mentre ci cambiamo le scarpe; molti dei ballerini si avvicinano, mi salutano, ringraziano.
Fuori l’ aria è frizzante, mi metto alla guida…che non sia il tango ad aiutarmi a far pace con questa città? ![]()
Grazie, torna presto a trovarci Danila
