Il gusto dell’estate
luglio 29, 2007 Divagazioni, Riflessioni, alimentazione 6 Comments
E per voi che gusto ha l’estate?
E per voi che gusto ha l’estate?
Rientro a casa e mia mamma mi dice: “Da, ho comprato l’anguria
!”
Io:”
EVVIVA! L’anguria!”
Entro con la cabeza nel frigo e vedo…vedo ….ma…dov’è?
..Insomma, un anguria, generalmente si fa notare…
ed ecco laggiù, una sorta di melone travestito d’anguria, timidamente sbuca da dietro lo yogurt, pare vergognarsi del proprio aspetto fisico.
…praticamente l’edizione tascabile del best seller dei frutti estivi.
Dunque:
Il cocomero (anguria) è grande come un popone (melone)
Le albicocche son grandi come le pesche
Le fragole son grandi come le albicocche
Le mele son grandi come le zucche
Le arance son grandi come i meloni
Ma “l’uomo del monte” perché dice “Sì” a tutto questo?

Le zanzare sono lunghe da 4 a 6 mm. In tutto il mondo esistono 3.000 tipi diversi di zanzare. Solo le femmine pizzicano e succhiano il sangue, che rappresenta per loro una fonte di proteine per la produzione delle uova. I maschi sono innocui vegetariani, che si nutrono di linfa di foglie e alberi e di frutta.Ho scoperto che le vitamine del gruppo B (B1 e B6) e la vitamina C aiutano a scacciare l’”incubo” estivo , grazie alla produzione di un particolare odore prodotto nel sudore.

LA VITAMINA B1:
Idrosolubile, è la vitamina dell’umore, del morale, della capacità intellettiva, dell’energia.
Dell’energia perché di supporto all’enzima responsabile dell’ossidazione dei carboidrati che necessita di un collaboratore per trasformarli in energia.
Il tessuto nervoso è il primo a risentire la carenza di vitamina B1.
La B1 risiede nel germe e nella corteccia e la cottura e la lavorazione industriali la distruggono, oltre all’alcol. E’ utile in gravidanza e nell’allattamento (la depressione post-partum finisce in pochi giorni con 1 grammo di B1 giornaliero).
Gli anziani, forse per difficoltà di assorbimento, necessitano di più B1: forse per questo, la depressione degli anziani oggi sembra diventata una condizione generalizzata.
Altro campo d’azione della B1 è l’alcolismo, in quanto ci si accorse che la morte degli alcolisti era uguale a quella provocata dal beri-beri. Integrando la dieta con 200 mg di B1 per due volte al giorno, si notò un tale cambiamento da poter dire di aver salvato loro la vita. Ci sono molte persone che pur non essendo alcolisti, non riescono a rinunciare all’alcol, anche fra i giovani: un po’ di B1 li può certamente aiutare. Inoltre disintossica anche dal piombo.
Essendo idrosolubile, non esiste il rischio di un sovradosaggio, purché l’integrazione venga adeguatamente supportata dalle altre vitamine del complesso B. Già 10 minuti dopo l’assunzione è attiva; viene tuttavia eliminata in 6-8 ore.
Certi caratteri “pestiferi” dei bambini derivano da un’alimentazione stretta di latte in polvere e cereali raffinati: miracolosamente la B1 risolve anche questo tipo di “problema”.
Alte dosi di B1 hanno sistemato: irritabilità , memoria difettosa, scarsa concentrazione, stanchezza, instabilità emotiva, disturbi digestivi, stipsi, problemi cardiocircolatori, bruciori e formicolii ai piedi. Questi sono i primi sintomi che segnalano la sua carenza, in particolare stanchezza e irritabilità.
E’ altresì importante per un cuore normale: il rallentamento dei battiti (cuore ingrossato) rispondono positivamente all’assunzione di B1.
«Non è da escludere che l’alimentazione influenzi gli odori della pelle e di conseguenza il grado di attrattività verso le zanzare»
Il fatto che ognuno attira le zanzare in maniera differente potrebbe avallare questa ipotesi, qualche accorgimento nell’alimentazione potrebbe essere dunque la chiave per vincere le lunghe battaglie notturne contro le zanzare.
Ognuno di noi emette un blend personale di odori che può attirare più o meno intensamente le zanzare». La differenza da persona a persona dipende dalla qualità e quantità dell’emissione odorosa.
Stanno arrivando
cercherò di morderle prima che lo facciano loro.
Esiste una vasta tradizione di cibi carnevaleschi diffusa in tutta Italia, quella forse più nota consiste nella preparazione di alcune dolci specialità che, caso non unico, prendono nomi diversi (pur essendo sempre le stesse) a seconda dei luoghi di consumo. Le frappe (a Roma), sono bugie (a Torino), gale (a Venezia), crostoli (a Udine),
cenci (in toscana), chiacchiere (qua e là)…e ancora: rosacatarre, zonzelle, pampuglie, grostoli, sfrappole, galani, lattughe, lasagne…ne salto qualcuna? Tutti nomi per indicare gli stessi dolci che una volta venivano fritti nel grasso di maiale (ma a quei tempi non si stava ore seduti davanti al compuer e…non c’era il riscalamento).
Dosi per 6 persone
Ingredienti
* Farina – 300 g
* Zucchero – 50 g
* Burro – 50 g
* Olio extravergine di oliva – un cucchiaio
* Uova – 2
* Vin Santo – 2 cucchiai
* Scorza grattata di un limone
* Olio per friggere
* Zucchero a velo
* Sale
preparazione: 40 minuti
più il tempo di riposo della pasta
cottura: 20 minuti
Versare la farina a fontana sulla spianatoia e nel centro mettere lo zucchero, le uova, la scorza di un limone grattata, il burro fuso, l’olio, il Vin Santo e un pizzico di sale. Cominciare ad amalgamare tutti gli ingredienti e impastare per una decina di minuti; ridurre l’impasto a palla e lasciarla riposare per circa mezz’ora. Con il mattarello stendere la pasta sulla spianatoia infarinata fino a ridurla ad uno spessore di circa 2 mm. Tagliare la sfoglia a strisce larghe due dita e poi ancora in diagonale ogni 4 dita in modo da avere delle specie di rombi. Friggerle in abbondante olio bollente, finché saranno ben dorate, poi metterle su un foglio di carta da cucina assorbente per eliminare l’eccesso di grasso.
Servirle spolverizzate di zucchero a velo e accompagnate con del Vin Santo stelle filanti, coriandoli, trombette, mascherine e tanti amici.
(…) che bon pan!
o pa propio un marsapan…
li gh’è drento do cetron,
do fenoggio, do vin bon,
pigneu freschi, e che zebibbo
Ho accattou da-o scio Garibbo,
in mancanza de l’ughetta,
ma però senza granetta. (…)
Martin Piaggio
Curiosità:
I tempi di preparazione di questo tradizionale dolce natalizio erano molto lunghi: le mamme, per la lievitazione do pandoce, impiegavano più di un giorno e la cerimonia dell’avvolgimento della pasta messa poi a lievitare aveva qualche cosa di ieratico nel gesto e nell’amore che accompagnava quei semplici movimenti.
Read the rest…