E per voi che gusto ha l’estate?
Rientro a casa e mia mamma mi dice: “Da, ho comprato l’anguria
!”
Io:”
EVVIVA! L’anguria!”
Entro con la cabeza nel frigo e vedo…vedo ….ma…dov’è?
..Insomma, un anguria, generalmente si fa notare…
ed ecco laggiù, una sorta di melone travestito d’anguria, timidamente sbuca da dietro lo yogurt, pare vergognarsi del proprio aspetto fisico.
…praticamente l’edizione tascabile del best seller dei frutti estivi.
Dunque:
Il cocomero (anguria) è grande come un popone (melone)
Le albicocche son grandi come le pesche
Le fragole son grandi come le albicocche
Le mele son grandi come le zucche
Le arance son grandi come i meloni
Ma “l’uomo del monte” perché dice “Sì” a tutto questo?

Le zanzare sono lunghe da 4 a 6 mm. In tutto il mondo esistono 3.000 tipi diversi di zanzare. Solo le femmine pizzicano e succhiano il sangue, che rappresenta per loro una fonte di proteine per la produzione delle uova. I maschi sono innocui vegetariani, che si nutrono di linfa di foglie e alberi e di frutta.Ho scoperto che le vitamine del gruppo B (B1 e B6) e la vitamina C aiutano a scacciare l’”incubo” estivo , grazie alla produzione di un particolare odore prodotto nel sudore.

LA VITAMINA B1:
Idrosolubile, è la vitamina dell’umore, del morale, della capacità intellettiva, dell’energia.
Dell’energia perché di supporto all’enzima responsabile dell’ossidazione dei carboidrati che necessita di un collaboratore per trasformarli in energia.
Il tessuto nervoso è il primo a risentire la carenza di vitamina B1.
La B1 risiede nel germe e nella corteccia e la cottura e la lavorazione industriali la distruggono, oltre all’alcol. E’ utile in gravidanza e nell’allattamento (la depressione post-partum finisce in pochi giorni con 1 grammo di B1 giornaliero).
Gli anziani, forse per difficoltà di assorbimento, necessitano di più B1: forse per questo, la depressione degli anziani oggi sembra diventata una condizione generalizzata.
Altro campo d’azione della B1 è l’alcolismo, in quanto ci si accorse che la morte degli alcolisti era uguale a quella provocata dal beri-beri. Integrando la dieta con 200 mg di B1 per due volte al giorno, si notò un tale cambiamento da poter dire di aver salvato loro la vita. Ci sono molte persone che pur non essendo alcolisti, non riescono a rinunciare all’alcol, anche fra i giovani: un po’ di B1 li può certamente aiutare. Inoltre disintossica anche dal piombo.
Essendo idrosolubile, non esiste il rischio di un sovradosaggio, purché l’integrazione venga adeguatamente supportata dalle altre vitamine del complesso B. Già 10 minuti dopo l’assunzione è attiva; viene tuttavia eliminata in 6-8 ore.
Certi caratteri “pestiferi” dei bambini derivano da un’alimentazione stretta di latte in polvere e cereali raffinati: miracolosamente la B1 risolve anche questo tipo di “problema”.
Alte dosi di B1 hanno sistemato: irritabilità , memoria difettosa, scarsa concentrazione, stanchezza, instabilità emotiva, disturbi digestivi, stipsi, problemi cardiocircolatori, bruciori e formicolii ai piedi. Questi sono i primi sintomi che segnalano la sua carenza, in particolare stanchezza e irritabilità.
E’ altresì importante per un cuore normale: il rallentamento dei battiti (cuore ingrossato) rispondono positivamente all’assunzione di B1.
«Non è da escludere che l’alimentazione influenzi gli odori della pelle e di conseguenza il grado di attrattività verso le zanzare»
Il fatto che ognuno attira le zanzare in maniera differente potrebbe avallare questa ipotesi, qualche accorgimento nell’alimentazione potrebbe essere dunque la chiave per vincere le lunghe battaglie notturne contro le zanzare.
Ognuno di noi emette un blend personale di odori che può attirare più o meno intensamente le zanzare». La differenza da persona a persona dipende dalla qualità e quantità dell’emissione odorosa.
Stanno arrivando
cercherò di morderle prima che lo facciano loro.
Esiste una vasta tradizione di cibi carnevaleschi diffusa in tutta Italia, quella forse più nota consiste nella preparazione di alcune dolci specialità che, caso non unico, prendono nomi diversi (pur essendo sempre le stesse) a seconda dei luoghi di consumo. Le frappe (a Roma), sono bugie (a Torino), gale (a Venezia), crostoli (a Udine),
cenci (in toscana), chiacchiere (qua e là)…e ancora: rosacatarre, zonzelle, pampuglie, grostoli, sfrappole, galani, lattughe, lasagne…ne salto qualcuna? Tutti nomi per indicare gli stessi dolci che una volta venivano fritti nel grasso di maiale (ma a quei tempi non si stava ore seduti davanti al compuer e…non c’era il riscalamento).
Dosi per 6 persone
Ingredienti
* Farina - 300 g
* Zucchero - 50 g
* Burro - 50 g
* Olio extravergine di oliva - un cucchiaio
* Uova - 2
* Vin Santo - 2 cucchiai
* Scorza grattata di un limone
* Olio per friggere
* Zucchero a velo
* Sale
preparazione: 40 minuti
più il tempo di riposo della pasta
cottura: 20 minuti
Versare la farina a fontana sulla spianatoia e nel centro mettere lo zucchero, le uova, la scorza di un limone grattata, il burro fuso, l’olio, il Vin Santo e un pizzico di sale. Cominciare ad amalgamare tutti gli ingredienti e impastare per una decina di minuti; ridurre l’impasto a palla e lasciarla riposare per circa mezz’ora. Con il mattarello stendere la pasta sulla spianatoia infarinata fino a ridurla ad uno spessore di circa 2 mm. Tagliare la sfoglia a strisce larghe due dita e poi ancora in diagonale ogni 4 dita in modo da avere delle specie di rombi. Friggerle in abbondante olio bollente, finché saranno ben dorate, poi metterle su un foglio di carta da cucina assorbente per eliminare l’eccesso di grasso.
Servirle spolverizzate di zucchero a velo e accompagnate con del Vin Santo stelle filanti, coriandoli, trombette, mascherine e tanti amici.

Pandolce genovese fatto in casa
Originally uploaded by macubu.
(…) che bon pan!
o pa propio un marsapan…
li gh’è drento do cetron,
do fenoggio, do vin bon,
pigneu freschi, e che zebibbo
Ho accattou da-o scio Garibbo,
in mancanza de l’ughetta,
ma però senza granetta. (…)
Martin Piaggio
Curiosità:
I tempi di preparazione di questo tradizionale dolce natalizio erano molto lunghi: le mamme, per la lievitazione do pandoce, impiegavano più di un giorno e la cerimonia dell’avvolgimento della pasta messa poi a lievitare aveva qualche cosa di ieratico nel gesto e nell’amore che accompagnava quei semplici movimenti.
(continua…)
Ingredienti del panforte
Cioccolato fondente - 150 g
Zucchero a velo -150 g
Mandorle dolci spellate - 400 g
Mandorle amare spellate - 40 g
Una manciata abbondante di pinoli
Miele - 300 g
Canditi misti - 350 g
Buccia di arancia candita - 1/2 cucchiaio
Farina bianca - 200 g
Un pizzico di pepe
Cannella in polvere - 2 cucchiaini
Noce moscata in polvere
Zucchero a velo
Pestare le mandorle amare e metà di quelle dolci; l’altra metà deve essere unita ai pinoli e lasciata intera
Accendere il forno e regolarlo su 180°C.
Scaldare il miele finché non diventa trasparente; allontanare il pentolino dal fuoco e aggiungere tutti gli altri ingredienti mescolando con un cucchiaio di legno fino a far diventare il tutto un miscuglio omogeneo. La farina deve essere aggiunta molto lentamente affinché si amalgami bene.
A questo punto versare l’impasto in una teglia bassa e larga, precedentemente infarinata.
Infornare e cuocere per circa 30 minuti fino a quando il dolce non diventa solido e dorato.
Lasciar raffreddare e cospargere con zucchero a velo prima di servire.
Qual è il vino giusto?
Ekkedomande…! Vin Santo del Chianti Classico: vino toscano
Il panforte, tipico dolce di Siena del periodo natalizio. Ecco le sue origini e la sua storia
Ecco la ricetta per il più goloso dolce di Natale
Ingredienti: 200 gr di farina, 100 gr di mandorle, 100 gr di zucchero o meglio miele, 100 gr. di cacao in polvere, 100 gr di frutta candita tagliuzzata, 2 gr di cannella, 2 gr. di chiodi di garofano tritati, 80 gr di cioccolato fondente per copertura.
Impastare in acqua tiepida o latte gli ingredienti indicati e lavorare a lungo, fino ad ottenere un composto abbastanza sodo. Formare il pampepato, dandogli la caratteristica forma di calotta.
Cuocerlo in forno, con la massima attenzione, perche se brucia prende l’amaro, e lasciarlo riposare in un luogo fresco umido per dieci giorni. Trascorso questo tempo, ricoprirlo con cioccolato fondente precedentemente fuso.

frutta
Originally uploaded by biassanott.
ATTENZIONE! QUESTO é UN PERSONALISSIMO PUNTO DI VISTA.
Scritto ciò, posso scrivere quella che è la mia personalissima osservazione:
Ho conosciuto molte persone che si sono ammalate di tumore, qualcuno ha ucciso il tumore qualcuno ne è rimasto vittima.
Tutti sanno che questo male mette a rischio la nostra vita, ma chi si ammala non deve sentirsi condannato, oggi sono molti infatti i casi di guarigione.
Vengo subito al dunque:
ho nontato che chi incontra questo male aumenta la propria voglia di mangiare carne.
Ho visto anche che chi è guarito ha ridotto al minimo il consumo di carne se non azzarato addirittura la presenza di questo alimento sul proprio piatto.
Mi viene da fare un piccolo esempio: supponiamo che il tumore sia un animale:un verme.
Il verme vuole vivere, per vivere e crescere ha bisogno di mangiare e dato che vive dentro il nostro corpo ci chiede cibo, chiede carne.
Per ora non sono malata di tumore, ma un domani potrei esserlo visto il quantitativo di persone che si ammalano. Credo che non accontenterei i gusti del “verme” in quanto “la bestiaccia” vuole portare alla morte il mio corpo chiedendo di mangiare morte.
Le proteine si possono benissimo trovare in altri alimenti come soia, legumi, latte e derivati; quindi perché dare al nostro corpo qualcosa che è stato vivo ma nel momento in qui ce lo troviamo nel piatto è morto, in putrefazione già da un po’?
Esistono cibi cancerogeni e anticancerogeni. In una corretta alimentazione i primi non dovrebbero mancare.
Una mia amica è perfettamente guarita da un tumore maligno alle ghiandole linfatiche,oltre ad altre cure specifiche, mangiando grandi quantità di papaia (naturalmente non sto offrendo la papaya come unica medicina vincente contro il cancro).
Sostengo che come il pianto alimenta il pianto e la risata alimenta lo spirito , con la morte si alimenta la morte e con la vita si alimenta la vita.
Ribadisco e concludo: questo è un personale punto di vista.