Noris Stick 434 – Siòre e siòri sono in scena: gli “Insuperabili”!

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C’era una volta…..
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…,”No, non smettere di scrivere, è bellissimo! Finalmente ci sono riuscita. Il mio più grande desidero si sta avverando.Per una volta scrivo ciò che voglio io, quello che sento dentro realmente e non quello che vuoi tu!
…Non ci crederai, ma anche le penne hanno dei sogni e qualche volta si prendono delle arrabbiature, tipo:.. perché hai perso il mio bel berrettino? Mi piaceva tanto… mi stava un amore.., me lo avevano fatto su misura sai.. e senza mi si secca la gola, così adesso faccio sempre fatica ad iniziare …e a casa mi prendono tutti in giro; i Rapido mi scrutano con quel ’ aria da superiori, fanno sempre i raffinati e si vantano continua_ mente del loro lavoro, ma sono talmente monotoni… … a volte mi chiedo come facciano a piacerti tanto…
Anche Tratto scrive nero, ma non lo prendi mai… a proposito, è molto offeso, un giorno o l’altro potrebbe seccarsi al punto di non volerti scrivere più.
Stilo invece… Bèh, Stilo è la mia migliore amica , ci capiamo molto, anzi approfitto per chiederti di metterci vicine un po’ più spesso, abbiamo gli stessi gusti, anche a lei piace tanto il blu, anche lei però ha dei problemi…da quando ha perso la sua stanghetta non è più la stessa…e le fa ancora tanto male la ferita; capisco quanto le manca perché si mette a fissare le stanghette di 0.20 e 0.40 – anche se non vuol farsi vedere per orgoglio – mi accorgo che piange.
Ci sono poi 2H e 2B, loro parlottano sempre insieme, io non so come mai… e hanno costantemente una gran paura di cadere…con quell’aria così insicura…e poi, quel killer di Temperino le perseguita in continuazione… se penso alla fine che ha fatto B…
… se l’è mangiata tutta! La vedevo rimpicciolirsi giorno dopo giorno, fino a diventare un piccolo mozzicone.
Comunque la più prepotente lì dentro rimane sempre lei: Gomma, non ne posso più dei suoi continui soprusi, fa la voce grossa, l’arrogante, pensa di far valere la propria volontà su tutti… Io però non le ho mai dato retta, chi si crede di essere per prendersi il diritto di cancellare tutto il mio lavoro? E poi è sempre tutta sporca,
vivo nel terrore che macchi il mio bel completino a strisce gialle e nere…,non lo
trovi grazioso? Sapessi com’è comodo!
Stilo si è incollerita moltissimo quando le ha macchiato il suo bel vestito rosa…
bel colore il rosa…,certo il verde… Eh…non lo dimenticherò mai…che bel giovane, così possente! Ricordo ancora il suo nome: Stabilout. Era così colto, intenso, mi trovava interessante…, dopotutto sono sempre stata una gran sportiva, mi è sempre piaciuto correre sui fogli, saltellando da una parte all’altra; così mi mantengo in forma, sono sempre stata fiera del mio aspetto -non proprio elegante- ma snello e slanciato.
Comunque sono niente rispetto a lui…raccontava spesso di prati, smeraldine foreste, animali curiosi come: serpenti, lucertole, coccodrilli…
Poi un giorno mi ha lasciato, l’ho visto scomparire dentro una grande scatola con tanti suoi amici e di lui non ho più saputo nulla.
Scusami, ti stò forse annoiando? Abbi pazienza ma mi piace talmente tanto scrivere di me; Noris – Stick 434; non so se mi capiterà ancora di raccontarti un po’ del mio piccolo mondo…
Ah, avrei un altro piccolo desiderio, se non ti crea troppo disturbo…bèh, insomma, mi piacerebbe tanto…,se fosse possibile…,un cappellino nuovo… Sono sicura che funzionerei molto meglio, mi si seccherebbe molto meno la gola…,e poi, so che non c’entra niente con il mio stile ma ti prego…, mi piacerebbe tanto fosse verde!”

noris-stik 434

Da

Favolosa notizia

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La mia “Noris Stik 434″ presto andrà in scena
:)

Un gigante in miniatura

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C’era una volta un Gigante in miniatura.
Il Gigante aveva un’orto e passava le sue giornate a seminare. Seminava piante grandi, grandissime… ma in miniatura.

A Genova, Giovedì 5 Febbraio h17, sali sulle favole insieme a me! :)

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locandinalefavolepiubelle

I bimbi minorenni devono essere accompagnati da un “bimbo” maggiorenne
:)

C’era una volta…

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“IL CASTELLO DI CARTE”

Nel tempo incantato,

nel regno di Ogni Dove, all’interno di un meraviglioso castello di carte, viveva una principessa.

La principessa era triste perché il vento minacciava costantemente la distruzione della sua nobile casa.

La principessa soffriva e tremava ad ogni alito di vento, non capiva che il vento era suo alleato, il vento voleva aiutarla, il vento voleva regalarle la gioia di poter correre sui prati e di trovare un castello di nuvole molto più solido di quello in cui abitava, un castello di nuvole che il vento avrebbe fatto viaggiare in luoghi meravigliosi. Il vento voleva regalarle le ali ma lei non lo capiva, nel suo castello di carte pensava di poter essere felice, ballava, cantava, dipingeva le sue meravigliose carte per rendere sempre più prezioso il meraviglioso castello, nulla le mancava tranne una cosa: le finesre.
Un giorno il vento, stanco, si stufò di soffiare e si mise a piangere, perché voleva aiutare la principessa, l’amava, e voleva regalarle il mondo che c’era fuori dalle mura di carta. Le lacrime del vento si poggiarono su tutti i semi di cuori che si sciolsero subito come la neve al sole. Tante finestrelle a forma di cuore ora facevano entrare luce e la primcipessa fù pervasa da una sensazione che non aveva mai provato prima e di corsa andò ad aprire ogni finestrella. Fù allora che la corrente del vento entrò e fece cadere in men che non si dica tutto il  castello di carte, ma la prncipessa non cadde, subito il vento la raccolse su di una soffice nuvola bianca e la portò con sé, le fece ascoltare il proprio canto tra gli alberi, la rivestì di stelle , la fece giocare sugli arcobaleni e la cullò alla luce che il sole regala alla luna.  Il vento le regalò la libertà e lei gli regalò a sua felicità.

E finalmente felici e contenti, vissero.

E ALLORA VENTO, TI PREGO, FATTI PIù FORTE.

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