Dedicata a te che oggi non vedo da 23 anni
e tiro un bacio in sù
In questo giorno di merda
Auguri pà
Notturna
Colgo gocce d’inchiostro dal mare
unisco le stelle una ad una
tramo la mia tela
intingo la mente
tesso la trappola ai confini del buio
ecco la luna
è caduta nella rete
deve arrendersi
adesso è solo mia
La mia ninna nanna
Seduta sul presente
Mi ascolto
Scorro scivolando nell’ora della notte.
Aspetto il sonno senza fretta,
Gusto nuvole che passano
Conto pecorelle, per ogniuna un ricordo,
Tutti i colori si fondono.
Riavvolgo il nastro
Perché tutto torni,
Si risvegli come il sole
Al canto del mattino.
Certe sere
Certe sere…vi vedo così.

Ebbene sì.
Ebbene sì, può capitare che un giorno stravaccata in sala osservi la libreria che ti trovi davanti come la vedevi un tempo. E dinuovo ti viene un voglia…ma una voglia… così decidi: ok lo rifaccio!
Come allora sali sopra la base della suddetta libreria con la schiena ben attaccata alle ante di vetro e…come circa 24 anni fa tutto si trasforma
sono dinuovo una di loro! In mano ho una pistola da borsetta, cerco di non guardare in basso per non vedere quanti metri mi separano dal cemento. Sul “parapetto” cerco di perseguire l’obiettivo della mia missione…
Finché scoppio in una risata immaginandomi che effetto possa fare una Charlie’s Angels trentenne in bilico sopra la propria libreria.
Indovinate quale ero delle 3
C’era una volta…
Mi sento esattamente come Pozzetto in “Da grande”.
Lui voleva diventare grande e ci è riuscito…ci provo anche io: “Voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola,voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola,voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola, voglio ritornare piccola…….così:

Appesa
1152 Venerdì che non torni
Quando mi sento giù ho bisogno di un “ricostituente”, qualcosa che mi faccia sentire al sicuro da tutti i mali, e mi riporti lo stato d’animo di quando il mio lavoro era giocare.
Incredibile quello che può far riemergere la sigla di un cartone animato: l’odore di una sala, le voci che non sento più da tanto tempo, il gusto della merenda preparata dalla zia e quella certezza che papà torna Venerdì.
Auguri pà.
Vola via un arcobaleno
Appena tornata a casa dalla milonga trovo questa brutta notizia:
GENOVA, 26 GEN - E’ morto improvvisamente questa sera a Genova, Emanuele Luzzati, 85 anni, scenografo, disegnatore, artista legato al teatro. Secondo le prime informazioni, questa sera Luzzati si trovava nella sua abitazione genovese quando, forse per un malore, e’ caduto. Inutili i soccorsi dei famigliari e dei sanitari del 118. Emanuele Luzzati avrebbe dovuto ricevere domani il ‘Grifo d’oro’, il massimo riconoscimento del Comune di Genova.
Emanuele Luzzati nasce a Genova nel 1921. Studia e si diploma a Losanna all’Ecole des Beaux Arts.
Pittore, decoratore, illustratore, ceramista si dedica alla realizzazione di scene e costumi teatrali per alcune delle più importanti compagnie nazionali e internazionali.
Più tardi, insieme a Giulio Giannini, realizza i titoli di testa de “L’armata Brancaleone” e “Brancaleone alle Crociate” di Mario Monicelli.
Ha realizzato più di 400 scenografie per prosa, lirica e danza per i più importanti registi e nei principali teatri, non solo italiani, ma internazionali. Sue sono le illustrazioni di molti libri per l’infanzia. Ha eseguito pannelli decorativi, sbalzi e arazzi per le navi “Leonardo da Vinci, “Michelangelo”, “Ausonia” e “Marco Polo”. Nel 1975 fonda insieme a Tonino Conte e Aldo Trionfo il “Teatro della Tosse” di Genova, tuttora attivo.Molte le mostre che ha realizzato fin dall’inizio degli anni ottanta. Luzzati fa parte dell’AGI (Alliance Graphique Internationale) e dell’Academy Award avendo ricevuto due nominations all’Oscar per i suoi film d’animazione; “La Gazza ladra” e “Pulcinella”.
Era un uomo dolcissimo, semplice, con una splendida luce negli occhi.
Lavorando al laboratorio di scenografia del Teatro della Tosse, ho avuto la fortuna di mettere le mie mani nelle sue creazioni. Per un poco mi sono mossa tra fate, pulcinella, casette colorate, enormi libri di polistirolo, tra tutti i colori …le sue scenografie sono state la scenografia della mia giornata.
Lo ricordo come un poeta del disegno, un poeta dall’entusiasmo contagioso.



